Kal-El neonato viene spedito sulla Terra da Russel Crowe prima che Krypton si disintegri. Finirà in Kansas allevato da Kevin Kostner, crescendo come un disadattato a causa dei suoi inusitati poteri. Un viaggio verso i ghiacci del nord gli farà scoprire la sua vera natura e capirà qual è la sua missione. L'arrivo di alcuni kryptoniani criminali lo metterà a dura prova.
Lasciando da parte ogni polemica sul dilagare di remake e reboot a Hollywood (l'ultimo Superman è del 2006), mi concentrerei sull'estetica della meraviglia portata all'eccesso, presente in questo film, ma anche in molte pellicole degli ultimi tempi (vedi l'ultimo Star Trek). Un'estetica possibile e sostenuta dal reparto effetti speciali, che ormai possono tutto. Perciò sono un'arma micidiale in mano a registi dal polso debole o dal dubbio talento. Sulla carta L'uomo d'acciaio era un progetto interessante: soggetto e sceneggiatura dei creatori della più recente saga di Batman (Goyer e Nolan), con una riscrittura più attuale e adulta di Superman (nome che viene pronunciato solo una volta in tutto il film), un regista dalla produzione altalenante ma con qualche film interessante al suo attivo. Il risultato è piuttosto deludente. Il film inizia con un lungo prologo su Krypton, con un'ambientazione un po' alla Avatar e un po' retrò (astronavi organiche, visori in 3D metallico, bestie volanti, costumi medioevali) per continuare sulla Terra con il viaggio di Clark Kent per scoprire se stesso. Questa parte del film è quella migliore, costruita con flashback sulla difficile infanzia a Smallville, dove il protagonista fa i conti con la sua diversità, si confronta con gli amorevoli genitori adottivi e incontra la giornalista Lois Lane. Poi arrivano i cattivi, capitanati da un ossessivo e spiritato Michael Shannon, e il film diventa un'interminabile, noiosa sequela di scontri e distruzioni catastrofiche, senza un minimo di spirito epico o senso della misura. Un vandalismo digitale ipertrofico e imbarazzante che affossa il film, facendo dimenticare i pochi pregi della riscrittura di questo personaggio, come la rilettura cristiana della sua venuta sulla Terra, il rapporto con i due padri e il cammino che egli intraprende per la salvezza del mondo. Occasione sprecata.
L'uomo d'acciaio (Man of Steel, USA/Canada/Gran Bretagna, 2013)
Un film di Zack Snyder.
Con Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon, Kevin Costner, Diane Lane, Russel Crowe
Durata 143 min.
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sabato 29 giugno 2013
mercoledì 11 marzo 2009
C'erano una volta i supereroi

C'era una volta Superman, Batman e i loro amici in calzamaglia, che combattevano supernemici, eccentrici quanto loro nella scelta dell'abbigliamento. Immaginate ora un mondo alternativo in cui Nixon non è stato cacciato dallo scandao Watergate, l'America ha vinto in Vietnam e i super eroi esistono e nessuno se ne stupisce. Il governo li usa per i suoi affari sporchi e poi li pensiona per decreto. In questo mondo il nemico da combattere e l'umanità stessa, votata al suicidio con una guerra nucleare.
Watchmen, tratto dal romanzo a fumetti di Alan Moore scritto negli anni Ottanta, è intriso delle paranoie dell'epoca e del pessimismo cosmico dell'autore.
Per questo è solo in parte un film di supereroi. Questi sono supereroi per adulti, complessi, ricchi di contraddizioni e il costumino sembra più che altro solo un omaggio alla tradizione che una necessità per celarne l'identità. Quando sono intelligenti, sono anche megalomani e crudeli, quando hanno un etica di ferro nella caccia dei malvagi sono pure sociopatici violenti e brutali. Oppure sono semidei malinconici e distaccati, donne fragili, uomini dimessi e impotenti. Ma alla fine sono tutti splendidi e inediti personaggi.
Il film è interminabile ma senza noia, visivamente ricco, quasi barocco nella costruzione di inquadrature e sequenze impossibili senza qualche barbatrucco digitale. Il regista fa il furbetto citando qua e là Kubrick (la stanza del superuomo non a caso sembra quella di 2001 Odissea nello spazio e la sala della guerra del presidente Nixon è una replica di quella del Dottor Stranamore) ma lo perdoniamo. Inaspettatamente splatter nella rappresentazione della violenza, spiazza con scene che sono veri pugni allo stomaco, assolutamente inedite per un film del genere. Non è pellicola per signorine.
Watchmen (Canada, Gran Bretagna, USA 2008)
Un film di Zack Snyder
Con Jeffrey Dean Morgan, Patrick Wilson, Jackie Earle Haley, Carla Gugino, Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode Ruoli
Durata: 162 min.
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