giovedì 25 giugno 2026

Incontri rivelatori


Daniel ha rubato dei documenti segretissimi insieme a uno strano aggeggio e perciò è braccato da un’agenzia privata che lavora per la difesa; Margaret, che fa gli annunci meteo in una TV locale, di colpo assume degli strani poteri (come leggere nel pensiero e parlare fluentemente lingue a lei ignote). Alla fine s’incontreranno, perché sono predestinati a fare una rivelazione che cambierà il mondo.
Decenni dopo Incontri ravvicinati (1977) ed E.T. (1982), Spielberg torna sul luogo del delitto con questa sorta di sequel sugli incontri alieni, aggiornato ai giorni nostri: gli extraterrestri sono sempre buoni ma noi siamo più crudeli che mai.
Il film è teso, avvincente, con scene d’azione girate come solo lui sa fare. Disclosure day racconta più di noi che degli alieni: è una fantascienza umanista che indaga l’animo umano, il rapporto con il diverso e la divinità. Tutti gli protagonisti sono in qualche modo rotti, irrequieti, in cerca di un senso in questo mondo allo sfacelo. Come nelle sue opere migliori film, Spielberg riesce a essere profondo e poetico anche confezionando un film di genere – regalandoci alcune sequenze davvero memorabili. Nel pre-finale, il flashback dell’incontro ravvicinato vissuto dai due protagonisti da bambini è semplicemente meraviglioso. Purtroppo la conclusione del film, in cui gli omini verdi non si vedono quasi per niente, mostra e dice troppo (ancora Roswell e l’Area 51, per favore no!), esibendo quello che sarebbe stato più efficace lasciare alla fantasia dello spettatore. Quasi un capolavoro.

Disclosure day (USA, 2026)
Regia di Steven Spielberg.
Con Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo.
Durata 145 minuti.

mercoledì 29 aprile 2026

San Michael

Michael è il classico biopic musicale che narra la vita di Michael Jackson dagli esordi con i fratelli nei Jackson 5 al successo mondiale di Thriller (con un salto finale al 1988).
C’è tutto quello che ci si può aspettare da un film del genere, senza grandi sorprese. Gli inizi nel gruppo di famiglia, il terrificante padre padrone, il riconoscimento di un talento smisurato (come cantante e ballerino), i primi successi, fino all’emancipazione nell’età adulta e la creazione minuziosa e scientemente ricercata dell’album perfetto.
Ci sono le sue insicurezze di ragazzo succube di un padre violento, la sindrome di Peter Pan, la solitudine di una star troppo giovane e tutte le sue note stravaganze (la fissa per gli animali esotici e per i giocattoli). Nessun accenno esplicito invece alle sue inclinazioni pedofile: sì, passa molto tempo con i bambini malati negli ospedali, ma tutto è ammantato di spirito filantropico e caritatevole. Del resto il film è prodotto da mezza famiglia Jackson, cosa ti vuoi aspettare?
La confezione è sontuosa, i due giovani attori esordienti che lo interpretano (uno è pure il nipote di Michael), sono bravissimi nella riproposizione delle performance, ricostruite con cura e altamente coinvolgenti come la sequenza con la prima esecuzione del moonwalk davanti ad un pubblico in delirio durante uno special TV.
Un film godibile, soprattutto per i fan, un po’ troppo accomodante sulla parte più controversa della biografia dell’artista. Ci sarà forse un secondo capitolo, dove sarà difficile evitare gli aspetti meno edificanti della vita della più grande star del pop mondiale.

Michael (USA, 2026)
Un film di Antoine Fuqua.
Con Jaafar Jackson, Nia Long, Laura Harrier, Juliano Valdi, Miles Teller, Colman Domingo,
Durata 127 min.



mercoledì 1 ottobre 2025

La tragedia di un Paese ridicolo



French 75 è un gruppo rivoluzionario anti-capitalista che libera i migranti dai centri di detenzione e rapina banche per finanziarsi. È guidato dalla esaltata leader Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor), compagna del bombarolo Pat Calhoun (Leonardo DiCaprio). Dà la caccia al gruppo il colonnello Steven J. Lockjaw (un grandioso Sean Penn), con cui Perfidia intrattiene un’ambigua relazione. Dopo esser stata arrestata e aver tradito i compagni, Perfidia sparisce nel nulla. Sedici anni dopo Pat e sua figlia Willa, che vivono in clandestinità, sono al centro delle indagini di Lockjaw e della fantomatica società segreta dei "Pionieri del Natale"… (sì, i nomi in questo film sono tutti un programma).
Una battaglia dopo l'altra è un film denso, dalla trama strabordante, pieno di personaggi eccessivi, un film al limite del grottesco. La narrazione esuberante è gestita con mano sicura, senza gli eccessi di un Tarantino (o peggio, di un certo Oliver Stone anni ’90), con uno stile piuttosto sobrio e una fotografia dimessa, ma con un ritmo che non dà tregua e una colonna sonora perfetta.
È indubbiamente un film politico, nel senso che parla dei fallimenti dello Stato e anche di tutta una generazione di velleitari contestatori. È anche un film intimo, quando parla dei fallimenti di un padre.
Il ritratto che Anderson fa dei rivoluzionari e dell’inquietante deep state razzista sfocia spesso nella satira: nessuno si salva sotto l’impietoso occhio del regista, se non forse il sensei Sergio St. Carlos (Benicio Del Toro) e la giovane Willa. La guerrigliera Perfidia è una madre snaturata e infame, Pat è un rivoluzionario rincoglionito dalle droghe e Lockjaw alla fine è un patetico militare fascistoide.
Forse l'unica pecca di questo affresco americano è che la realtà odierna – con le sue le paranoie, la violenza, la deriva autoritaria dello Stato – supera di gran lunga la finzione. 

Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another, USA 2025)
Un film di Paul Thomas Anderson. 
Con Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio Del Toro, Teyana Taylor, Regina Hall. 
Durata 161 min. 


giovedì 27 febbraio 2025

Quel che resta del Vate



Fiume o morte!
è un documentario scanzonato e rigoroso che riesce a parlare di storia e scavare nelle memorie di una città con un linguaggio innovativo, spesso ironico e mai retorico. Il regista fiumano parte da un’idea semplice ma geniale: far mettere in scena l’occupazione dannunziana agli stessi cittadini, nelle stesse location, con trucco e abiti d’epoca ma lasciando l’ambientazione contemporanea. Ecco così svariati attori non professionisti presi letteralmente dalla strada interpretare a turno il Vate; altri suoi concittadini fanno da voce narrante, rigorosamente in dialetto fiumano; un sacco di baldi giovani reinterpretano sequenze d’azione o mettono in scena dei veri tableau vivant, rifacendo puntigliosamente fotografie d’epoca. L’effetto è straniante e spesso esilarante. Ignari passanti durante lo struscio nelle vie del centro si trovano in mezzo alle ricostruzioni storiche, alcuni si fanno i selfie con l’interprete di turno di D’Annunzio, i cellulari spuntano nelle foto di gruppo di atletici legionari. Così il regista racconta un episodio storico, dimenticato o rimosso dai più, e allo stesso tempo ci mostra la Rijeka odierna e come oggi i suoi cittadini si confrontano con il proprio passato. Nonostante la leggerezza dello stile, il documentario non tralascia gli episodi più drammatici dell’occupazione e smentisce molti falsi miti come quello sulla leggendaria e “avanzatissima” Carta del Carnaro, in realtà mai entrata in vigore. L’autodeterminazione del popolo fiumano e le sue libertà, nella realtà dei fatti, erano solo chimere e di certo non riguardavano le popolazioni slave. Non stupisce dunque che i fiumani oggi o non ricordino o abbiano una pessima opinione in merito all’impresa dannunziana.
Fiume o morte! è un bell'esempio di come si può parlare di storia, toccando anche temi delicati o “divisivi” in modo intelligente, accattivante ed evitando derive propagandistiche. Da proiettare nelle scuole di ogni ordine e grado.

Fiume o morte! (Croazia, Italia, Slovenia, 2025)
Un film di Igor Bezinovic
Durata 112 minuti

mercoledì 15 gennaio 2025

Non dove ma quando



Si possono raccontare molte storie in un’unica inquadratura senza muovere la macchina da presa di un millimetro per il 99% del film? Questa è la sfida estrema di Here, l’ultimo film di Robert Zemeckis, regista geniale e grande sperimentatore. Con molta eleganza il film mescola diverse linee narrative ed epoche che si alternano nello stesso luogo, perciò è una carrellata di “quando”, idea alla base della graphic novel di Richard McGuire da cui è tratta la sceneggiatura. Ma a parte questo – e ad un uso splendido dei riquadri tipici del fumetto – il film sviluppa lo spunto sfruttando al massimo il mezzo cinematografico pur con una macchina da presa inchiodata su una inquadratura fissa. Perciò si gioca sulla profondità di campo, con azioni che si svolgono vicine o lontane dall’obiettivo a seconda della temperatura emotiva della scena, sulla luce e – ovviamente – sulla scenografia.
Impressionante il meticoloso lavoro che impagina i vari riquadri di epoche diverse contemporaneamente in scena, creando echi, passaggi e rimandi tra i vari “quando”. Colpisce sicuramente molto di più del lavoro di “svecchiamento” digitale dei due attori protagonisti (Tom Hanks e Robin Wright, già insieme nel capolavoro di Zemeckis Forrest Gump) a cui il cinema ci ha già abituato da un po’ di anni. Per nostra fortuna nei film di Zemeckis gli effetti speciali sono sempre al servizio della storia, e – accanto al regista – c’è Eric Roth alla sceneggiatura  (premio Oscar proprio per Forrest Gump). Così il film diventa un saggio sull’immutabilità delle relazioni ed emozioni umane, in tutta la loro varietà, in tutti i tempi, ma anche un invito a realizzare i propri sogni, perché la vita è un lampo e noi siamo solo piccoli riquadri nell’immensità del cosmo.


Here (USA, 2024)

Un film di Robert Zemeckis. 

Con Tom Hanks, Robin Wright, Paul Bettany, Kelly Reilly

Durata 104 min. 

mercoledì 9 ottobre 2024

Come ti ammazzo il Joker



Cinque anni dopo quel capolavoro che è Joker, il regista azzarda un secondo capitolo e, decidendo di non ripetersi, scarta di lato, costruendo un film ancora più cupo e deprimente, al limite dell’esercizio d’autore. Come già il primo, è lontano anni luce dal genere, c’è ben poca azione e la trama è piuttosto esile. Arthur Fleck è rinchiuso ad Arkham dove un giorno incontra Lee (Lady GaGa), di cui si innamora follemente. Intanto inizia il suo processo, in una baraonda mediatica e tra le proteste in piazza dei seguaci di Joker, alter ego malvagio da cui Arthur sembra volersi allontanare; il conflitto viene reso esplicito nel breve cartone animato in stile Looney Tunes che apre il film.
La via di fuga da una realtà terribile e da un destino ineluttabile è la musica, che apre geniali squarci da musical rendendo il film un oggetto inclassificabile. Si può dire che proprio le performance di Lady GaGa e Joaquin Phoenix (che esibisce notevoli doti canore) salvano il film da una certa stanchezza. L’uso delle canzoni è astuto, talmente ben inserito nella trama, che il contesto porta a nuove e inedite chiavi di lettura dei versi dei grandi classici reinterpretati dai due protagonisti.
La performance di Phoenix è – come sempre – sbalorditiva, la confezione del film curatissima e la colonna sonora davvero notevole (musiche originali di Hildur Guðnadóttir, premiata con l’Oscar proprio per Joker).
Però sembra che il vero intento degli autori (Silver e Phillips) sia stato la completa demolizione del successo precedente: volevate un Joker 2? Eccovi accontentati, ma alle nostre condizioni. Risultato: un catastrofico flop al botteghino.
Non si prevede un Joker 3.

Joker - Folie À Deux (USA, 2024)

Un film di Todd Phillips. 

Con Joaquin Phoenix, Lady GaGa, Brendan Gleeson, Catherine Keener.

Durata 138 min.

giovedì 29 febbraio 2024

Lawrence d'Arrakis



Nella seconda parte del monumentale romanzo di Frank Herbert, il nostro eroe Paul Atreides non sfugge al suo destino, trasformandosi nel tanto atteso mahdi che guiderà i fieri popoli Fremen a riconquistare il loro pianeta, come vuole un'antica profezia.
L'atteso seguito di Dune procede sulla strada del precedente, con tutti i suoi pregi e difetti. Forse il punto più debole è un protagonista non molto convincente per il ruolo complesso del giovane rampollo aristocratico che diventa guida della ribellione dei popoli del deserto come fosse un novello Lawrence d'Arabia. Pur di mantenere un buon ritmo, il film a volte accelera troppo e rallenta forse dove non dovrebbe. Il cuore di questa parte della storia dovrebbe essere la dolorosa presa di coscienza del protagonista che invece viene rappresentata, a mio avviso, in modo troppo sbrigativo.
Di buono c'è una messa in scena sontuosa, una grande attenzione nella costruzione delle inquadrature, nelle scelte cromatiche (calde e sature per Arrakis, fredde e grigie per Giedi Prime), tanta più azione e, finalmente, si vedono i famosi vermi delle sabbie. Ottimo il sound design e un pelino meno molesta la colonna sonora di Hans Zimmer, qui più a supporto dell'azione che nel precedente (ci sono anche dei momenti di silenzio!).
Il finale un po' sospeso lascia lo spazio a infiniti possibili sequel. Del resto il ciclo di Dune consta di ben sei romanzi, di materiale ce n'è.
Ma alla fine ci si pone la domanda se si poteva fare un adattamento meno prolisso (320 minuti in tutto!) di questo capolavoro della fantascienza senza tradirlo, quesito che credo resterà senza risposta. Il romanzo di Herbert, denso e profondo, offre tanti temi e Denis Villeneuve e il suo sceneggiatore ne hanno sviluppati solo alcuni, dando la preferenza a quelli più adatti al cinema, che sono forse quelli meno interessanti. C'è da dire che purtroppo alcune delle idee miglior della saga di Dune le aveva già rubate Lucas per i suoi Star Wars. Perciò è arduo fare Dune al cinema senza che gli spettatori pensino che stai plagiando il lavoro del vecchio George. 
Resta il fatto che il romanzo è intriso dello spirito del suo tempo, gli anni Sessanta. Mi chiedo se si poteva trasportalo meglio negli anni Venti del XXI secolo con una lettura nuova e intelligente, magari proprio tradendolo un po'.

Dune: Parte 2 (Dune: Part Two, USA, Canada 2024)
Un film di Denis Villeneuve.
Con Timothée Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson, Josh Brolin, Austin Butler, Florence Pugh, Dave Bautista, Christopher Walken, Stephen McKinley Henderson, Léa Seydoux, Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling, Javier Bardem, Anya Taylor-Joy
Durata 166 min.