Daniel ha rubato dei documenti segretissimi insieme a uno strano aggeggio e perciò è braccato da un’agenzia privata che lavora per la difesa; Margaret, che fa gli annunci meteo in una TV locale, di colpo assume degli strani poteri (come leggere nel pensiero e parlare fluentemente lingue a lei ignote). Alla fine s’incontreranno, perché sono predestinati a fare una rivelazione che cambierà il mondo.
Decenni dopo Incontri ravvicinati (1977) ed E.T. (1982), Spielberg torna sul luogo del delitto con questa sorta di sequel sugli incontri alieni, aggiornato ai giorni nostri: gli extraterrestri sono sempre buoni ma noi siamo più crudeli che mai.
Il film è teso, avvincente, con scene d’azione girate come solo lui sa fare. Disclosure day racconta più di noi che degli alieni: è una fantascienza umanista che indaga l’animo umano, il rapporto con il diverso e la divinità. Tutti gli protagonisti sono in qualche modo rotti, irrequieti, in cerca di un senso in questo mondo allo sfacelo. Come nelle sue opere migliori film, Spielberg riesce a essere profondo e poetico anche confezionando un film di genere – regalandoci alcune sequenze davvero memorabili. Nel pre-finale, il flashback dell’incontro ravvicinato vissuto dai due protagonisti da bambini è semplicemente meraviglioso. Purtroppo la conclusione del film, in cui gli omini verdi non si vedono quasi per niente, mostra e dice troppo (ancora Roswell e l’Area 51, per favore no!), esibendo quello che sarebbe stato più efficace lasciare alla fantasia dello spettatore. Quasi un capolavoro.
Disclosure day (USA, 2026)
Regia di Steven Spielberg.
Con Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo.
Durata 145 minuti.
