giovedì 29 febbraio 2024

Lawrence d'Arrakis



Nella seconda parte del monumentale romanzo di Frank Herbert, il nostro eroe Paul Atreides non sfugge al suo destino, trasformandosi nel tanto atteso mahdi che guiderà i fieri popoli Fremen a riconquistare il loro pianeta, come vuole un'antica profezia.
L'atteso seguito di Dune procede sulla strada del precedente, con tutti i suoi pregi e difetti. Forse il punto più debole è un protagonista non molto convincente per il ruolo complesso del giovane rampollo aristocratico che diventa guida della ribellione dei popoli del deserto come fosse un novello Lawrence d'Arabia. Pur di mantenere un buon ritmo, il film a volte accelera troppo e rallenta forse dove non dovrebbe. Il cuore di questa parte della storia dovrebbe essere la dolorosa presa di coscienza del protagonista che invece viene rappresentata, a mio avviso, in modo troppo sbrigativo.
Di buono c'è una messa in scena sontuosa, una grande attenzione nella costruzione delle inquadrature, nelle scelte cromatiche (calde e sature per Arrakis, fredde e grigie per Giedi Prime), tanta più azione e, finalmente, si vedono i famosi vermi delle sabbie. Ottimo il sound design e un pelino meno molesta la colonna sonora di Hans Zimmer, qui più a supporto dell'azione che nel precedente (ci sono anche dei momenti di silenzio!).
Il finale un po' sospeso lascia lo spazio a infiniti possibili sequel. Del resto il ciclo di Dune consta di ben sei romanzi, di materiale ce n'è.
Ma alla fine ci si pone la domanda se si poteva fare un adattamento meno prolisso (320 minuti in tutto!) di questo capolavoro della fantascienza senza tradirlo, quesito che credo resterà senza risposta. Il romanzo di Herbert, denso e profondo, offre tanti temi e Denis Villeneuve e il suo sceneggiatore ne hanno sviluppati solo alcuni, dando la preferenza a quelli più adatti al cinema, che sono forse quelli meno interessanti. C'è da dire che purtroppo alcune delle idee miglior della saga di Dune le aveva già rubate Lucas per i suoi Star Wars. Perciò è arduo fare Dune al cinema senza che gli spettatori pensino che stai plagiando il lavoro del vecchio George. 
Resta il fatto che il romanzo è intriso dello spirito del suo tempo, gli anni Sessanta. Mi chiedo se si poteva trasportalo meglio negli anni Venti del XXI secolo con una lettura nuova e intelligente, magari proprio tradendolo un po'.

Dune: Parte 2 (Dune: Part Two, USA, Canada 2024)
Un film di Denis Villeneuve.
Con Timothée Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson, Josh Brolin, Austin Butler, Florence Pugh, Dave Bautista, Christopher Walken, Stephen McKinley Henderson, Léa Seydoux, Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling, Javier Bardem, Anya Taylor-Joy
Durata 166 min. 

giovedì 1 febbraio 2024

"Formidable!"



Bella Baxter è una donna letteralmente col cervello di una bambina, risultato di un folle esperimento del professor Godwin Baxter. Ma ben presto, crescendo, sviluppa incontrollabili pulsioni sessuali e un’incontenibile curiosità per il mondo. Scappa così con Duncan Wedderburn, un avvocato dongiovanni, per una lunga avventura piena di sesso, scoperte, incontri e brutte esperienze che, nonostante tutto, non intaccheranno la sua purezza di spirito e il suo indomito carattere.
Bella è un eroina libera da pregiudizi e da sovrastrutture culturali, pura, senza filtri, compassionevole e perciò una pericolosa eversiva in una società ipocrita, misogina e patriarcale. Non bisogna lasciarsi distrarre dallo spunto narrativo da horror gotico (Frankenstein) o dall’ambientazione steampunk, perché il nocciolo del film sta da un’altra parte: Povere creature! è un calcio nelle palle alla società maschilista che è ancora qui con noi, è una versione più adulta e cattiva di Barbie (il film) e del suo femminismo plasticoso ed edulcorato. “Quindi desideri sposarmi o uccidermi? È questa la proposta?” dice Bella a Duncan che sta uscendo di senno solo perché lei si comporta esattamente come lui. Una frase di grande attualità.
Povere creature! è un film oltraggioso, divertente, ironico, grottesco, con una prima parte in un bianco e nero cupo di lynchiana memoria e un uso smodato di grandangoli estremi che neanche Terry Gilliam sotto acido. Quando parte l’avventura della protagonista si fa colorato, barocco, pieno di cieli pittorici, architetture stravaganti, piroscafi improbabili e tram volanti.
Ma gran parte del film sta sulle spalle di Emma Stone che ci mette anima e corpo e ci regala una performance memorabile, incarnando un’indimenticabile giovane donna che travolge tutto e tutti come un salvifico tornado.

Povere creature! (Poor things, USA, 2023)
Un film di Yorgos Lanthimos.
Con Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef.
Durata: 141 min.