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lunedì 14 maggio 2018

La tragedia di un uomo patetico



Loro 1
si dedicava alla corte di parassiti che notte e giorno insegue Silvio Berlusconi in cambio di favori, prestiti e soldi. Questa seconda parte si concentra molto di più su di lui: ad un ritratto intimo e privato si alternano qui momenti più politici, raccontando la voglia di riscossa di un uomo sul viale del tramonto. Mentre il matrimonio con Veronica naufraga, Silvio costruisce il suo ritorno in campo comprando senatori a destra e a manca. Le sue leggendarie doti di imbonitore vengono esaltate in una straordinaria sequenza in cui – spacciandosi per un immobiliarista – cerca di vendere un lussuoso appartamento ad una signora scelta a caso dall’elenco telefonico: una scena da antologia in cui Servillo dà il meglio di sé e racconta perfettamente come Berlusconi sia riuscito ad abbindolare metà dell’elettorato italiano per anni. A questa fa da contraltare il patetico incontro con una giovanissima aspirante attrice che lo respinge perché gli ricorda suo nonno. Il film così costruisce una malinconica parabola di un uomo che non vuole invecchiare e che non sa perdere, indissolubilmente intrecciata con la dissoluzione etica e morale dell’Italia. Mentre lui torna al governo, il terremoto distrugge L’Aquila. Con una metafora neanche tanto sottile il film si chiude su un Italia in macerie.

Loro 2 (Italia, 2018)
Un film di Paolo Sorrentino.
Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto.
Durata 100 minuti.

giovedì 26 aprile 2018

Quelli che contano


Mentre Silvio Berlusconi cerca di riconquistare la moglie, umiliata dal suo comportamento libertino ormai senza freni, una corte di papponi, approfittatori, attricette e soubrette cerca di entrare nelle sue grazie e nel giro di "quelli che contano": Loro, appunto.
Nell'attesissimo e misterioso film di Sorrentino "su Berlusconi", Lui entra in scena solo nella seconda parte, come tutti i mostri che si rispettino. Mentre l'Italia mostruosa di questi ultimi anni appare fin da subito, in tutta la sua disgustosa decadenza sociale e politica.
Visivamente esuberante, visionario ai limiti del manierismo, grottesco all'ennesima potenza - visto il soggetto di cui si occupa che è già parecchio grottesco di suo, Sorrentino appare forse come l'unico regista in grado di raccontare il personaggio Berlusconi e la sua epoca.
Un monumentale Servillo indossa la maschera berlusconiana con istrionica nonchalance, restituendo umanità ad una figura estremamente difficile da raccontare, senza cadere nella vuota caricatura.
Il ghigno di Berlusconi qui diventa simile alla risate esagerate dei personaggi delle opere dell'artista Yue Minjun, che viene moltiplicato all'infinito sulle pastiglie di MDMA che piovono sul party in piscina, una delle tante scene visionarie del film.
Loro 1 non ha intenti cronachistici, pur restando una pellicola fortemente politica nel tratteggiare la deriva morale italiana degli ultimi decenni. Grazie alla scelta di non essere legato troppo alla realtà documentale, il film riesce a raccontare meglio di un reportage il personaggio e i suoi tempi e lo fa con sequenze e immagini di grandissimo impatto.
Aspettiamo curiosi la seconda parte, in uscita il 10 maggio.

Loro 1 (Italia, 2018)
Un film di Paolo Sorrentino.
Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto.
Durata 104 minuti.

sabato 23 maggio 2015

La grande giovinezza


Due amici in là con gli anni, il compositore in pensione Fred Ballinger e il regista hollywoodiano Mick Boyle, passano del tempo assieme in un esclusivo grand hotel nelle Alpi svizzere. Il primo spende apaticamente le giornate tra trattamenti rilassanti e check-up medici, il secondo lavora alla sceneggiatura del suo prossimo (e probabilmente ultimo) film. Un emissario della regina d'Inghilterra con un incarico importante e la figlia appena lasciata del marito, vengono a turbare la routine delle giornate di Ballinger.
Quello che doveva essere un piccolo e intimo film – secondo le parole del regista - è in realtà un'opera ambiziosa (al limite del pretenzioso), sostenuta da un quartetto d'attori di grande bravura, ricca di magnificenza visiva e accompagnata da una colonna sonora come sempre sorprendente. Insomma Youth è Sorrentino all'ennesima potenza, nel bene e nel male. Ci sono tutti i suoi pregi (grandissima cura visiva, attori scelti con attenzione sino all'ultima comparsa, battute fulminanti, grandi atmosfere, musica geniale) ma pure tutti i suoi difetti, qui più evidenti che mai, con i suoi dialoghi sentenziosi, pieni zeppi di aforismi, che tendono a indebolire i personaggi fino quasi a farli sembrare un po' falsi e senz'anima. Youth, pur essendo un bel film, sembra tendere spesso all'esercizio di stile: elegante, intelligente, spesso profondo, ma che manca di vera umanità ed empatia. Nonostante i temi affrontati siano di quelli tosti (il senso del futuro a ottanta anni, il rapporto con i figli, l'amore e i suoi rimpianti e poi il cinema, la musica, la passione…), il film lascia lo spettatore un po' freddo e scivola via senza lasciare traccia...
Però lo fa con grande bellezza, direi.

Youth - La giovinezza (Italia / Francia / Svizzera / Gran Bretagna, 2015)
Un film di Paolo Sorrentino.
Con Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda.
Durata 118 min.

mercoledì 5 giugno 2013

Il grande nulla


Jep Gambardella (Toni Servillo), autore di un unico romanzo in gioventù, divenuto giornalista e re della mondanità romana, spende la sua vita tra party caciaroni, happening artistici, funerali e matrimoni, attraversando come un sonnambulo una Roma di dolente bellezza. Indossando una maschera di amara disillusione, incontra nel suo vagare nani e ballerine, artisti cialtroni e stripteuse attempate, cardinali mondani e sante mummificate, in un girovagare che, come i trenini che ama fare nelle sue feste, non porta da nessuna parte.
La grande bellezza è un film ondivago, come il suo protagonista, e senza una vera trama, un elemento che interessa poco al regista (e che era già stato in gran parte sacrificato nel precedente This must be the place). Unico filo che lega episodi e personaggi è lo sguardo del protagonista e il suo monologo interiore. Ne esce un film affastellato di roba, roba di buona qualità, ma che nell'insieme sembra ammassata un po' a caso, anche se così non è. Nel film ci sono spunti e idee per una decina di film, personaggi appena abbozzati che meriterebbero una pellicola tutta per loro (ad esempio Ramona, egregiamente interpretata da Sabrina Ferilli), brillanti grezzi che intravediamo in una miniera senza fine, dove viaggiamo su un trenino senza freni. Il film è un ritratto – forse un po' troppo estetizzante – dell'Italia in putrefazione di oggi, almeno di certa Italia, quella che balla mentre la nave affonda. Non è un caso che in una scena appaia il relitto della Costa Concordia, elegantemente reclinata nell'azzurro del mare, bella ma morta.
La grande bellezza è un film sul nulla e forse per questo sembra così inconsistente (è indicativo di un intento progettuale del regista che il protagonista ricordi come Flaubert progettasse un romanzo sul nulla). Ma a ben vedere mena fendenti a destra e a manca. Ce n'è per tutti: artisti velleitari, finti intellettuali che "grondano impegno sociale", cardinali senza fede ma con molte ricette, dive della tv sfatte, nobili a noleggio. Grande assente solo il mondo della politica, ma c'è tutta la società che ha creato e sostenuto quel mondo.
Un film dunque solo apparentemente irrisolto, che invece è ricco di spunti di riflessione, di personaggi affascinanti e facce giuste, girato con il consueto virtuosismo in una Roma di abbagliante bellezza, pieno di momenti di poesia senza essere stucchevole, spruzzato di surrealismo senza diventare felliniano (l'ombra de La dolce vita aleggia lieve). Un film da guardare con gli occhi bene aperti.

La grande bellezza (Italia / Francia, 2013)
Un film di Paolo Sorrentino. 
Con Toni Servillo, Carlo Verdone, Carlo Buccirosso, Sabrina Ferilli, Pamela Villoresi.
Durata 150 min. 

martedì 18 ottobre 2011

L'uomo con gli occhi da bambino



Cheyenne, rockstar in disarmo che si veste e si trucca come un dark degli anni Ottanta, mena un'esistenza vuota e annoiata in quel di Dublino. Quando gli comunicano che il padre, che non vede da trent'anni, sta per morire, parte per l'America. Giunge troppo tardi, ma scopre che il genitore, sopravvissuto ai lager nazisti, ha speso tutta la vita nella ricerca del suo aguzzino. Cheyenne allora si mette in viaggio per trovarlo.
Un po' road movie e un po' romanzo di formazione (dove il protagonista però è un uomo di cinquant'anni), This must be the place ha la sua forza nell'indimenticabile personaggio di Cheyenne e dell'interpretazione che ci regala uno Sean Penn in stato di grazia. L'attore dà spessore e umanità ad una figura ai limiti del grottesco, un uomo adulto che attraversa il mondo con disarmante candore e con l'innocente cattiveria dei bambini. L'esile trama è solo un pretesto per raccontare il suo viaggio verso l'età adulta, verso il suo posto nel mondo. Ne risulta un film dolceamaro, variegato, come gli incontri – improbabili, drammatici, stralunati – che Cheyenne fa nel suo itinerario e che ricordano un po' l'America dimessa del lynchiano Una storia vera.
Sorrentino conferma il suo personale talento visivo, con un film preciso nella scelta delle location, perfetto nel casting (anche dell'ultima comparsa), inventivo nell'uso della macchina da presa, ottimo nei dialoghi, e che riesce nell'impresa di realizzare un'opera d'autore profonda e divertente. Ha osato rischiare e ha vinto la scommessa. Probabilmente il miglior film "italiano" dell'anno.

This must be the place (Italia, Francia, Irlanda 2011)
Un film di Paolo Sorrentino.
Con Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten.
Durata 118 min.