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giovedì 12 ottobre 2023

Incontri ravvicinati col solito tipo


Anni Cinquanta. In una piccola immaginaria città del deserto americano, che vanta come unica attrazione un cratere provocato da un meteorite, si ritrovano vari personaggi. A causa dell’arrivo di un alieno, la cittadina viene messa in quarantena dall’esercito. Ecco la trama stringata dell’omonima piece teatrale di cui vediamo la genesi in questo nuovo oggetto cinematografico di Wes Anderson, che alterna riprese in bianco e nero (in formato 4:3) al colorato cinemascope dalla palette da cartolina vintage. Cervellotico quanto basta, divertente in alcuni dettagli, il film risulta po’ noioso, forse perché la cornice della storia (il work in progress dello spettacolo teatrale), seppure ben congegnata, raffredda e tiene a distanza le vicende dei personaggi principali, che ostentano una recitazione più straniata del solito. Sembra che tutti si muovano in un diorama, bellissimo e cromaticamente impeccabile, ma con sentimenti altrettanto posticci. Ad uno sguardo più attento però, ecco le crepe aprirsi in questo mondo apparentemente perfetto e controllato: la follia del mondo e la sua insensatezza irrompono come i funghi atomici all’orizzonte o come banditi inseguiti dalla polizia tra sirene e spari. E il buffo alieno è meno inquietante di un lontano Presidente che impone la quarantena militarizzata della città.
La confusione tra palco e realtà, tra attori e personaggi si fa sempre più grande nel corso del film. Verso la fine, il protagonista sconsolato si chiede il senso della commedia in cui recita e un senso forse non c’è, come nella vita.
Asteroid City è bello ma forse un po’ troppo controllato e programmatico nella costruzione della trama. Chi ama le palette sature e le simmetrie maniacali nelle inquadrature di Anderson, invece, non sarà deluso.

Asteroid City (USA, 2023)
Un film di Wes Anderson.Con Jason Schwartzman, Scarlett Johansson, Tom Hanks, Jeffrey Wright, Tilda Swinton, Bryan Cranston, Edward Norton, Adrien Brody, Liev Schreiber, Hope Davis, Steve Park, Rupert Friend, Maya Hawke, Steve Carell, Margot Robbie, Tony Revolori, Jeff Goldblum, Sophia Lillis, Willem Dafoe, Matt Dillon, Rita Wilson, Hong Chau, Fisher Stevens, Jarvis Cocker, Seu Jorge, Mellanie Hubert.
Durata 104 min. 

venerdì 19 novembre 2021

Notizie dalla Francia


Un’immaginaria rivista americana pubblicata in un’altrettanto immaginaria francesissima città (Ennui-sur-Blasé) è la cornice per un gustoso film a episodi.
The French dispatch è un divertissement in puro stile Anderson: un film corale, letterario, stravagante, cerebrale e – come sempre –  costruito in modo perfettamente geometrico.
La messa in scena è spinta al massimo dell’artificioso, con soluzioni teatrali (scenografie mobili) e tableaux vivants nei momenti d’azione. Le storie sono incorniciate in altre storie, in una vertiginosa messa in abisso in cui la cornice spesso conta più del contenuto. Con l’espediente della rivista, il film tratta gli argomenti più vari, dall’arte alla politica, dal reportage di viaggio alla cucina e mescola bianco e nero al colore, ma sempre con un controllo maniacale nella composizione delle inquadrature. Con il consueto cast all stars (anche tra i ruoli più secondari), Anderson si può permettere di calibrare ogni sfumatura, passando dal grottesco a situazioni più intime potendo contare su interpreti di prim’ordine che stanno sempre al gioco.
Il film è un affettuoso omaggio realizzato con brio e ironia sia alla Francia (e al suo cinema: Tati, Deni, la Nouvelle Vague) che al celebre magazine americano The New Yorker (a cui s'ispirano le copertine del French Dispatch negli imperdibili titoli di coda). Ed è talmente denso di trovate e invenzioni visive che va visto almeno un paio di volte, prendendo appunti. 

The French dispatch (USA, 2021)
Un film di Wes Anderson.
Con Benicio Del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Lyna Khoudri, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Steve Park, Bill Murray, Owen Wilson, Elisabeth Moss, Willem Dafoe, Saoirse Ronan, Kate Winslet, Griffin Dunne, Christoph Waltz, Rupert Friend, Fisher Stevens, Henry Winkler, Alex Lawther, Jason Schwartzman, Bob Balaban, Cécile De France,Edward Norton, Liev Schreiber.
Durata 108 min. 

venerdì 9 maggio 2014

C'era una volta un albergo

Le avventure di un direttore d'albergo d'altri tempi in una fantasiosa località alpina di villeggiatura dell'Europa centrale, raccontate dal suo erede: questa in estrema sintesi la trama delle esuberanti vicende narrate in Grand Budapest Hotel.
Vertiginosa messa in abisso di trama e inquadrature nel film più barocco e geometrico dell'anno: storie incorniciate dentro storie, come quadri di inestimabile valore che sono puro macguffin per dare il via ad un'avventurosa scorribanda tra generi cinematografici all'interno di un passato idealizzato, stilizzato come in un film europeo degli anni Trenta. L'omaggio è talmente scoperto che le vicende ambientate nel passato hanno il tipico formato 4:3 dell'epoca, mentre lo squallido presente da triste repubblica socialista anni Sessanta è a tutto schermo.
La rigorosa messa in scena e i movimenti di macchina precisi come un orologio svizzero (tipici di Anderson) potrebbero dare al film un aspetto un po' freddo, ma la pellicola è riscaldata dall'ottima alchimia degli interpreti, a partire dai protagonisti (l'ottimo Ralph Fiennes e il bravo e faccioso Tony Revolori). La leggerezza da commedia, che omaggia maestri come Lubitsch e Wilder (ma anche le comiche del muto), non fa del film un esile – per quanto godibile – esercizio di stile, ma serve a veicolare senza dare troppo dell'occhio temi più pesanti come l'accoglienza del diverso e una certa insofferenza per guerre e divise. Ovviamente Grand Budapest Hotel è anche un monumento alla poesia e all'arte di narrare, come si evince già dalla prima inquadratura con la statua all'Autore.
Non sono tra i più grandi estimatori di Anderson, ma ho apprezzato questa sua ultima opera per il perfetto equilibrio tra lo stile visivo (assolutamente strepitoso), l'ottima sceneggiatura e un cast (stellare) in grande spolvero. Diventerà probabilmente uno dei suoi film più popolari.

Grand Budapest Hotel (lThe Grand Budapest Hotel, USA 2014)
Un film di Wes Anderson.
Con Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jeff Goldblum, Harvey Keitel, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton, Saoirse Ronan, Jason Schwartzman, Léa Seydoux, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, Owen Wilson, Tony Revolori.
Durata 100 min.