venerdì 20 gennaio 2017

Una donna ci salverà



Dodici astronavi aliene arrivano in vari luoghi sulla Terra. Cosa vorranno da noi? Vengono in pace o è un’invasione? Scienziati di tutto il mondo cercano di comunicare con gli extraterrestri, ma solo la linguista Louise Banks riuscirà a risolvere l’enigma della loro venuta.
Arrival è fantascienza umanista, più vicina al genere di Contact o Incontri ravvicinati che a Indipendence Day, per capirsi.
Il film è girato in tono dimesso, con poca luce, sotto cieli plumbei, stanze in penombra e con protagonista una donna triste e sola, una famosa linguista che ha perso la giovane figlia (o così sembra), interpretata da una convincente Amy Adams. Sarà lei che riuscirà a trovare un canale di comunicazione con gli occupanti di una delle imponenti astronavi-monolito (dal design minimale, tra Apple e monumento del neolitico), decifrando le eleganti pennellate circolari con cui si esprimono gli alieni.
Arrival cerca di affrontare il tema dell’incontro con intelligenze extraterrestri in modo originale e realistico, pur cadendo in alcuni stereotipi del genere (l’esercito idiota, l’umanità bestiale) e usando degli espedienti cervellotici e poco credibili. Resta comunque il coraggio di affrontare temi come la percezione del tempo, il senso del linguaggio, la capacità di comprendere l’incomprensibile. Il film unisce l’epica di un momento epocale per la storia dell’umanità al dolore intimo di una perdita, storia universale e personale, intrecciandole in una lenta affascinante spirale.
Sempre in bilico tra la voglia di mostrare e quella di suggerire, tra l’astrazione filosofica kubrickiana e il realismo di un documentario, Arrival funziona di più per i concetti che propone che per la costruzione astutamente ingannevole della trama. Ne risulta un misterioso oggetto di fantascienza, malinconico ma con una punta di speranza per noi insensati esseri umani: una donna triste ci salverà.

Arrival (Usa, 2016)
Un film di Denis Villeneuve.
Con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma.
Durata 116 min.

Nessun commento:

Posta un commento